Famiglie e minori

Ambito Territoriale di Andria:percorso di programmazione partecipata

 5°Piano di Zona 2022-2024

                                  

AREA STRATEGICA:Le politiche familiari e la tutela dei minori(5°PRPS 2022-2024 Del.G.R. 353/2022)

La Regione Puglia considera le politiche familiari  un tema dell’inclusione sociale intesa come strategia unitaria e condivisa per la costruzione dei sistemi di welfare, che deve rispondere in modo integrato alla pluralità dei bisogni deibeneficiari in particolar modo di quelli più fragili.

La Regione Puglia,pertanto, ha inteso assicurare una peculiare attenzione ai minori e alle famiglie, non solo nella logica di sostenere le fragilità familiari e la deprivazione minorile, ma anche nella logica più costruttiva di promuovere le risorse delle famiglie, di sostenere le responsabilità familiari nella prospettiva di una migliore conciliazione lavoro-famiglia incentivando nel contesto territoriale, azioni progetti e servizi funzionali a facilitare la gestione e la qualità di vita familiare in Puglia.

Nell’ambito del sostegno alla genitorialità e alle responsabilità familiari,la Regione ha puntato sul ruolo dei Centri di Ascolto per le Familgie,rimodellando il modello di funzionamento secondo un prototipo di Centro Servizi Famiglie(CSF) cosi come definito dalla modifica intervenuta della’rt.93 del R.R.n.4/2007 e s.m.i,pubblicato sul Burp n.44 del 26/03/2021.

In questa prospettiva,supportando e rafforzando la qualità delle attività già svolte dai Centri Servizi per le Familgie nonché tutti i servizi definiti LEPS o obiettivi di servizi, la finalità prioritaria è quella di sconfiggere la povertà educativa nell’ottica della riduzione dei rischi di allontanamento familiare e di istituzionalizzazione per i minori in condizioni  di disagio.

E’ opportuno ricordare a riguardo,il lavoro realizzato a tutela dei minori vittime di maltrattamento, che ha portato all’approvazione nel 2016 ,delle Linee Guida Regionali in materia di “maltrattamento e violenza a danno dei minori”.

La prevenzione dell’istituzionalizzazione si conferma come obiettivo centrale nell’azione

complessiva che l’Assessorato al Welfare mette in campo per la tutela dei minori e costituisce azione specifica del Piano regionale politiche familiari a cui dare continuità e stabilità.

Il sostegno alle capacità genitoriali per la prevenzione della vulnerabilità delle famiglie e dei

minori ha l’obiettivo di rafforzare l’attivazione di azioni di supporto domiciliare rivolte ai genitori, al fine di ridurre o evitare il rischio di allontanamento dei bambini e adolescenti dal proprio nucleo familiare, garantendo una connessione più forte tra il sistema socioassistenziale, sanitario e educativo.

Ciò si esplicita attraverso la predisposizione di progetti individualizzati, elaborati insieme alle famiglie, per i quali assume un ruolo fondamentale il lavoro dell’equipe multidisciplinare, la quale garantisce “un approccio multiplo” che introduce meccanismi di condivisione e supervisione attraverso la presa in carico multidimensionale e integrata e la definizione di un progetto personalizzato che individui e finanzi i sostegni necessari.

Il vigente Piano Regionale delle Politiche familiari (DGR 220/2020) ha previsto un intervento

specifico per la promozione dei percorsi di accoglienza familiare e di autonomia dei neomaggiorenni che escono dal sistema di tutela oltre a interventi che mirano a prevenire il

ricorso all’istituzionalizzazione.

Il Piano regionale, nell’ambito delle azioni di monitoraggio dei servizi rivolti alle famiglie e di

formazione degli operatori, ha previsto la valorizzazione dell’esperienza maturata in diversi Ambiti

territoriali circa l’utilizzo del modello “P.I.P.P.I.”, (Programma di Intervento per la Prevenzione dell’Istiutzionalizzazione)con l’obiettivo di diffonderne sia l’approccio metodologico sia gli strumenti operativi in uso. Questa è una assoluta priorità, anche in considerazione dell’analisi del fenomeno dei minori “fuori famiglia”, sia in Italia che in Puglia.

In un’ottica preventiva e non riparativa, l’amministrazione regionale ha puntato non solo sulla riqualificazione dei servizi comunitari a carattere residenziale e semiresidenziale a ciclo diurno per minori, per una più efficace presa in carico dei minori fuori famiglia (MFF) ma anche sull’attivazione di percorsi e progetti personalizzati in grado di soddisfare i bisogni dei minori e dei loro nuclei d’origine, allo scopo di prevenire l’allontanamento e l’istituzionalizzazione e garantire il diritto del minore vivere in una famiglia.

In linea con la finalità di promuovere le risorse di cui le famiglie sono portatrici congiuntamente

alla priorità di assicurare un progetto di vita familiare ai minori fuori famiglia, l’amministrazione ha anche puntato sul potenziamento dei percorsi di affido familiare, nelle sue diverse forme, uniformando in primis il contributo fornito a single, coppie o famiglie accoglienti.

I dati sull’accoglienza fuori famiglia in Italia indicano che dopo una relativa stabilizzazione nell’ultimo decennio, negli anni più recenti si registra una crescita dell’accoglienza nei servizi residenziali per minorenni a fronte di uno stallo degli affidamenti familiari e una diminuzione nel

2018 e nel 2019, dati purtroppo confermati anche a livello regionale.

L’elevato numero dei minori fuori famiglia nella fascia di età 15-17 anni e il numero dei minori ancora accolti nella fascia18-21 anni, evidenziano la necessità di potenziare in maniera determinata i percorsi di sostegno all’autonomia dei neo-maggiorenni che escono dal sistema di tutela al compimento della maggiore età e per i quali non è possibile o non opportuno il rientro nella famiglia di origine, nel loro stesso interesse.

Per questo la Regione Puglia ha aderito con convinzione, cofinanziando le tre sperimentazioni che coprono interventi triennali (care leavers 18-21 anni), al Progetto “Care Leavers” del Ministero del Lavoro delle Politiche Sociali avviato nell’ambito degli interventi di contrasto alla povertà.

Il Progetto ha come finalità il finanziamento di interventi, in via sperimentale, in favore di coloro che, al compimento della maggiore età, vivano fuori dalla famiglia di origine sulla base di un provvedimento dell’autorità giudiziaria, volti a prevenire condizioni di povertà e permettere di completare il percorso di crescita verso l’autonomia, di cui all’art. 1, comma 250, delle Legge n. 205 del 2017. In particolare, la sperimentazione si rivolge a giovani, prossimi alla maggiore età, allontanati dalla famiglia di origine e collocati in comunità residenziali o in affido etero familiare.

Potranno essere compresi nella sperimentazione sia coloro per i quali al compimento della maggiore età non sia stato assunto un provvedimento di prosieguo amministrativo decretato dal Tribunale per i Minorenni ex art. 25 di cui al R.D. 1404/1934 come modificato dalla l. 25 luglio 1956, n. 888, sia coloro per i quali vi sia tale provvedimento con inclusione in percorsi di autonomia.

Nella logica di continuare a sostenere e sollecitare i Comuni nei percorsi di accoglienza familiare, qualificando il sistema dei servizi che lavora per la prevenzione dell’istituzionalizzazione, nonché estendere la possibilità di sostenere i percorsi di autonomia dei neomaggiorenni, l’Assessorato al Welfare intende potenziare ulteriormente gli interventi già previsti dal Piano delle Politiche familiari, anche incrementando la dotazione finanziaria a sostegno delle programmazioni locali.

In questa direzione, non a caso, si muove anche la programmazione europea e nazionale. In particolare, in questo contesto va menzionato il Sistema europeo di garanzia per i bambini vulnerabili (Child Guarantee), che ha lo scopo di assicurare che bambini e adolescenti in situazioni di vulnerabilità abbiano accesso a questi servizi di qualità.

Con il presente Piano Regionale si pone quindi attenzione al tema della prevenzione e del contrasto ad ogni forma di disagio minorile. Tra le forme di disagio più diffuse vi sono:

● i disturbi alimentari;

● l’abuso di alcol e di sostanze stupefacenti;

● episodi di autolesionismo;

● depressione, isolamento sociale e dipendenza dalla tecnologia;

● episodi di violenza, di bullismo e di cyberbullismo.

Gli effetti generati dalla pandemia sui più piccoli, preadolescenti, adolescenti ma anche bambine e bambini sono molto preoccupanti: aumento dei ragazzi in situazione di disagio e devianza, recrudescenza di fenomeni di violenza minorile, fenomeni di disagio psichico e/o di rischio di “ritiro sociale” degli adolescenti, dovuti alla marginalizzazione e alla perdita improvvisa di relazioni, sono tutti campanelli d’allarme da tenere monitorati. 

Al fine di applicare quanto previsto dalla Legge Regionale 3 ottobre 2018, n. 50 (Disposizioni in materia di prevenzione e contrasto dei fenomeni del bullismo e del cyberbullismo), la Regione ha assegnato una dotazione finanziaria, per l’esercizio finanziario 2022, di euro 200 mila per realizzare campagne di sensibilizzazione e informazione rivolte agli studenti delle scuole di ogni ordine e grado, alle loro famiglie, con particolare attenzione alla creazione di modalità di coinvolgimento e partecipazione per i genitori di fasce sociali deboli e a rischio, agli insegnanti e agli educatori sulla gravità del fenomeno del bullismo, del cyberbullismo e delle loro conseguenze;

istituire sportelli di ascolto negli istituti scolastici con il supporto delle figure professionali competenti e genitoriali; promuovere, sostenere e attivare attività sociali, culturali e sportive sulle tematiche del rispetto delle diversità, e del principio costituzionale di uguaglianza tra individui, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni sociali, nonché l’educazione ai sentimenti, all’affettività e alla gestione dei conflitti, la legalità e l’uso consapevole della rete internet e dei new media.

In ultimo, ma non certo per importanza, preme in questa sede evidenziare come, esclusivamente per la prima annualità del periodo di programmazione qui contemplato, occorra preservare una forte attenzione al tema dei servizi e delle strutture dedicate alla prima infanzia, accompagnando e fornendo collaborazione ai fini dell’attuazione della riforma nazionale del cosiddetto “ciclo 0-6 anni” di formazione e istruzione e della connessa messa in campo di una filiera istituzionale di competenze e risorse economiche chiare ed uniformi su tutto il territorio nazionale.

A partire, quindi, dalla situazione descritta si intendono promuovere i seguenti obiettivi specifici:

A. consolidare e potenziare l’assistenza educativa domiciliare, anche con servizi notturni o di strada;

B. supportare le famiglie e le reti familiari;

C. promuovere la diffusione dell’approccio metodologico definito con il “Progetto PIPPI”;

D. potenziare l’affido familiare e forme diverse di accoglienza;

E. consolidare e potenziare gli interventi realizzati nell’ambito del programma “Careleavers”;

F. attivare interventi aderenti al modello nazionale denominato “Garanzia infanzia”;

G. implementare i servizi innovativi per i minori;

H. attivare e implementare interventi a favore del benessere delle famiglie numerose;

I. attivare azioni di sistema regionali in materia (progetto HUMUS);

J. consolidare i servizi sociali per la prima infanzia;

K. prevenire e contrastare il disagio minorile.

Di seguito i suddetti obiettivi tematici vengono declinati in azioni da attivare/consolidare

Obiettivo tematico A

Consolidare e potenziare l’assistenza educativa domiciliare, anche con servizi notturni o di strada

Risultato atteso

1) intercettare più fami/minori in situazioni di disagio e potenziare la rete multidisciplinare

 

Azioni da realizzare

✔ interventi educativi rivolti direttamente al minore;

✔ interventi di sostegno alla famiglia al fine di promuovere le capacità genitoriali e l’assunzione delle responsabilità

di cura e educative, salvaguardando o recuperando quanto più possibile la qualità del rapporto genitori-figli,

prevenire il ricorso all’istituzionalizzazione e/o facilitare il rientro dei minori in famiglia;

✔ interventi di promozione dell’autonomia dei genitori nell’accesso a prestazioni e servizi sociali e socio-sanitari.

                                                         Obiettivo tematico B

                                        Supportare le Famiglie e le reti familiari

Risultato atteso

1)potenziamento dei servizi e delle prestazioni rese dai centri famiglie

Azioni da realizzare

✔ percorsi di orientamento e di informazione per genitori con figli minori;

✔ consulenze specialistiche socio-psico-pedagogiche a genitori, minori e adolescenti;

✔ sostegno alla relazione genitori/figli;

✔ assistenza psico-sociale ed ascolto rivolto alle giovani coppie e neo genitori, interventi a sostegno della fragilità

genitoriale e dei minori in condizioni di difficoltà, 

✔ rafforzamento delle reti sociali informali;

✔ interventi di mediazione familiare a sostegno della riorganizzazione delle relazioni familiari in presenza di una separazione o di crisi nei rapporti di coppia o di decisione di divorzio.

                                                           Obiettivo tematico C

Promuovere la diffusione dell’approccio metodologico definito con il “Progetto PIPPI”

Risultato atteso

1) ridurre i rischi di maltrattamento sui minori e prevenire la loro istituzionalizzazione

Azioni da realizzare

✔ interventi tempestivi nelle situazioni di vulnerabilità familiari che evitino la cronicizzazione delle problematiche familiari;

✔ costituzione dell’equipe multidisciplinare

✔ La costituzione della suddetta equipe è obiettivo operativo per tutti gli Ambiti territoriali al fine di garantire una presa in carico integrata dei minori e dei loro nuclei familiari, con particolare riferimento alle situazioni di vulnerabilità per le quali si attivando interventi di prevenzione istituzionalizzazione e di affidamento familiare ovvero di altre forme di accoglienza familiare. 

✔ interventi di promozione della genitorialità positiva 

✔ progettazione di un piano d’azione unitario, partecipato,  definiti congiuntamente in équipe multidisciplinare con la famiglia e il minore.

                                                          Obiettivo tematico D

                        Potenziare l’affido familiare e forme diverse di accoglienza

Risultato atteso

1) Ridurre l’inserimento dei minori in strutture residenziali/facilitare il rientro dei minori in famiglia. 

Azioni da realizzare

✔ potenziamento dei percorsi di accoglienza familiare nelle diverse modalità e tipologie: (intrafamiliare, eterofamiliare, part-time, famiglie di appoggio, affidamento a reti di famiglie, etc.) secondo il modello di intervento definito dalle linee di indirizzo nazionali per l’affidamento familiare;

✔ sostegno economico alle persone/famiglie affidatarie o accoglienti, 

✔ potenziamento dei percorsi di sostegno all’autonomia dei maggiorenni fuori famiglia o che hanno chiuso il percorso di affidamento familiare;

✔ percorsi di presa in carico delle famiglie di origine, delle famiglie affidatarie e dei minori accolti (percorsi formativi per le famiglie affidatarie, creazione dell’anagrafe di ambito delle famiglie affidatarie);

✔ L’intervento, previsto nel Piano delle Politiche Familiari ha come finalità generale quella di sostenere i Comuni che hanno investito e continuano ad investire nei percorsi di accoglienza familiare qualificando il sistema dei servizi che lavora per la prevenzione dell’istituzionalizzazione.

                                                           Obiettivo tematico E

Consolidare e potenziare gli interventi realizzati nell’ambito del programma “Care leavers”

Risultato atteso

1) Ridurre la permanenza dei neomaggiorenni in strutture residenziali e attivare percorsi di accompagnamento verso l’autonomia dei neomaggiorenni usciti dal sistema di tutela.

Azioni da realizzare

✔ presenza attiva di un’Équipe Multidisciplinare (EM)

✔ avvio processi di analisi preliminare della situazione del ragazzo/ragazza, al fine dell’elaborazione del progetto individualizzato per l’autonomia;

✔ elaborazione da parte dell’EM di progetti individualizzati di accompagnamento all’autonomia con i care leavers.

                                                    Obiettivo tematico F

     Attivare interventi aderenti al modello nazionale denominato “Garanzia infanzia”

Risultato atteso:

1) Rilancio del sistema di affidamento familiare al fine di assicurare servizi di qualità a bambini e adolescenti in situazioni di vulnerabilità.

Azioni da realizzare

✔ valorizzazione di esperienze di affido attivate sul territorio nazionale a favore di minori stranieri e di minori non accompagnati;

✔ accompagnamento all’autonomia dei neomaggiorenni in uscita dai percorsi di tutela a seguito di un provvedimento di allontanamento dalla famiglia di origine;(housing sociale e co-housing,inserimento lavorativo,sostegno agli studi e alla formazione professionale, inserimento lavorativo,ecc);  

✔ promozione di azioni sul contrasto alla povertà educativa e sulla protezione delle categorie di minorenni più vulnerabili;

✔ sperimentazione dell’esperienza dell’affiancamento familiare nel quadro delle attività promosse dai Centri per la famiglia;

✔ valorizzazione e attualizzazione delle Linee di indirizzo per l’affidamento familiare, approvate nel 2012, e delle Linee di indirizzo per l’accompagnamento delle famiglie in condizione di vulnerabilità (2017).

                                                      Obiettivo tematico G

                          Implementare i servizi innovativi per i minori

Risultato atteso:

1) Concreto coinvolgimento di bambini  e adolescenti  mediante lla loro partecipazione nelle scelte che riguardano le loro vite e quelle dei loro familiari 

Azioni da realizzare

✔ attivazione della consulta delle ragazze e dei ragazzi, al fine di promuovere la piena partecipazione delle persone di minore età, attraverso l’ascolto delle loro istanze. La Consulta: rilascia pareri ed elabora raccomandazioni in relazione a temi in materia di tutela dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza; approfondisce temi che ritiene prioritari; è coinvolta in attività di promozione e sensibilizzazione dei diritti (es. campagna “Io resto a casa”, campagna contro la droga, consultazione pubblica “La scuola che vorrei”);

                                                         Obiettivo tematico H

     Attivare e implementare interventi a favore del benessere delle famiglie numerose

Risultato atteso:

1) Riduzione delle condizioni di disagio economico e sociale a seguito della numerosità dei figli per mantenere il benessere familiare attraverso la pubblicazione di appositi Avvisi pubblici in ogni Ambito territoriale per l’accesso ad interventi dedicati a tale platea.

Azioni da realizzare

Azioni tese all’abbattimento dei costi di tributi locali e di servizi per le famiglie numerose quali a titolo esemplificativo:

✔ assegnazione di bonus e/o riduzioni delle tariffe e delle rette per servizi di competenza comunale;

✔ agevolazioni e/o riduzioni delle imposte e tributi di competenza comunale (Irpef comunale, Tari, altre forme di tributi locali);

✔ agevolazioni nell’uso dei trasporti pubblici;

✔ riduzione delle tariffe per i servizi e le attività formative e culturali extrascolastiche per i ragazzi (campi scuola, vacanze studio, accesso a musei, teatri, cinema, attività sportive, attività ludico-motorie, etc.);

✔ contribuzione alle spese per ticket sanitari e visite specialistiche.

                                                         Obiettivo tematico I

                     Attivare azioni di sistema regionali in materia (progetto HUMUS)

Risultato atteso:

1. Avvio di un flusso informativo quanti-qualitativo regionale sul sistema di tutela e presa in carico di minori e famiglie.

2. Aumento delle competenze professionali e delle capacità di interazione da parte di tutti i professionisti coinvolti, nell’ottica dell’interdisciplinarietà.

3. Diffusione di strumenti operativi e buone prassi.

4. Creazione di reti formali e informali che incrementino la partecipazione attiva delle persone per maturare il senso di appartenenza alle comunità.

5. Attivazione connessioni tra servizi pubblici e le reti informali.

6. Riduzione del disagio sociale.

Azioni da realizzare

Implementazione del sistema di monitoraggio quali-quantitativo:

✔ monitoraggio dei processi di presa in carico dei minori vulnerabili e loro nuclei;

Formazione, aggiornamento, supervisione delle competenze professionali

✔ percorsi territoriali di formazione e aggiornamento rivolti a coordinatori e operatori dei CSF, stakeholders e policy makers territoriali;

Promozione del protagonismo delle famiglie e costruzione di alleanze pubblico-privato

✔ mappatura dei servizi esistenti per accompagnare tutti i soggetti, pubblici e privati, e stakeholders coinvolti nell’erogazione di servizi a sostegno delle responsabilità genitoriali e della tutela dei minori;

✔ realizzazione di attività innovative di costruzione delle reti di famiglie.

Monitoraggio e messa in rete delle esperienze più significative in materia di accoglienza familiare e prevenzionedell’istituzionalizzazione

Formazione, aggiornamento, supervisione delle competenze professionali

L’intervento nasce in attuazione del Piano regionale Politiche familiari che, nella macro-area ”Famiglie”: risorse socioeducative”, individua e prevede i seguenti due interventi, a carattere innovativo e sperimentale, che tendono a creare i presupposti per un percorso di “modellizzazione” e di “qualificazione” nell’ambito dell’erogazione di servizi e azioni in favore delle famiglie:

– Monitoraggio quanti-qualitativo dei servizi e formazione del personale impegnato nei servizi per le famiglie;

– Promozione del protagonismo delle famiglie e costruzione di “alleanze” tra servizi pubblici (sociali, sanitari, educativi) e soggetti del terzo settore.

Con Determinazione Dirigenziale n. 1074 del 1/12/2020 si è provveduto approvare lo schema di Avviso “Manifestazione di interesse alla co-progettazione di interventi previsti dal Piano regionale delle politiche familiari”, e la relativa modulistica, diretta alla costituzione di un partenariato per la co-progettazione tesa a definire un percorso di lavoro per l’attuazione degli interventi di cui sopra. Le azioni, sopra descritte sinteticamente, rappresentano gli esiti del tavolo di lavoro per la coprogettazione realizzato dal partenariato selezionato e coordinato da Regione Puglia e saranno realizzate a partire dai primi mesi del 2022.

                                                      Obiettivo tematico J

                           Consolidare i servizi sociali per la prima infanzia

Risultato atteso:

1) Integrazione delle politiche sociali con quelle dell’istruzione al fine di garantire i servizi alla prima infanzia nell’ambito del sistema integrato 0-6.

Azioni da realizzare

✔ definizione di strumenti e risorse per orientare la progressiva istituzione di un sistema integrato al fine di garantire pari opportunità di educazione, istruzione, nonché la qualità dell’offerta educativa.

                                                            Obiettivo tematico K

                                          Prevenire e contrastare il disagio minorile

Risultato atteso:

1. Prevenire l’insorgere di situazioni di disagio minorile e  ridurre gli effetti

 laddove sia già diffuso.

Azioni da realizzare

✔ percorsi per la prevenzione del bullismo e del cyberbullismo;

✔ promozione dell’educazione tra pari con percorsi finalizzati a valorizzare il protagonismo dei ragazzi e a sviluppare la loro capacità di auto e mutuo aiuto

✔ realizzazione di sportelli di ascolto anche mediante l’utilizzo dei canali social (chat peer-to-peer ovvero una chat al quale un ragazzo in difficoltà può scrivere ed ottenere risposte e consigli da un suo stesso coetaneo);

✔ progettazione di applicazioni per smartphone e tablet che dialoghino con i ragazzi che vivono un momento di difficoltà, per aiutarli ad affrontare il loro disagio con il supporto di personale qualificato;

✔ progetti di educativa di strada;

✔ formazione dei docenti e degli operatori sui temi specifici della prevenzione e della gestione del disagio minorile e giovanile;

✔ realizzazione di patti di corresponsabilità educativa scuola-famiglia-territorio;

✔ percorsi di educazione alla legalità e all’affettività;

✔ realizzazione di Centri di Aggregazione Giovanile che offrano opportunità aggregative e ricreative all’interno di spazi polifunzionali usufruibili gratuitamente dai ragazzi.